Come salvare la casa dall’asta – Decreto Sostegni 2021

È davvero possibile salvare la casa dall’asta?

Nella vita può succedere che non si riesca più a pagare la rata del mutuo alla banca. Una delle cause più frequenti è la perdita del lavoro. Poi si chiede la disoccupazione per qualche mese, ma è sempre più bassa dello stipendio, e non permette più di pagare le rate del mutuo alla banca.

La banca a quel punto procederà per pignorare la casa e venderla all’asta.

Per evitarlo esistono diversi strumenti previsti dalla legge. Uno di questi è il nuovo articolo previsto nel Decreto Sostegni.

La proposta di rinegoziazione del mutuo

Esistono delle leggi che aiutano le famiglie in crisi che hanno già all’asta la loro abitazione principale. Lo strumento di cui parliamo, e che ci aiuterà a risolvere il problema chiama richiesta di rinegoziazione o ristrutturazione del mutuo, è stato introdotto quest’anno dal Decreto Sostegni (art. 41 bis L. 124/2019).

Chi la può presentare

La proposta di rinegoziazione può essere presentata dal debitore, ma anche dai membri della sua famiglia, che potranno quindi aiutarlo a salvare la sua abitazione principale.

I requisiti per salvare la casa dall’asta

Prima di tutto deve trattarsi dell’abitazione principale sulla quale deve essere iscritta ipoteca. Ovviamente le banche, quando concedono un mutuo, si tutelano sempre con un’ipoteca che permetterà loro di avere quel bene a fronte della concessione del credito.

Occorre anche che sia stato rimborsato il 5% del capitale iniziale attraverso le rate.

Ancora, dobbiamo verificare che l’immobile sia sempre stato abitazione principale, e non sia classificato come beni di lusso.

Poi andremo a verificare che il debito non sia superiore a 250.000 €.

Infine, l’ultimo requisito da verificare riguarda la procedura. Deve esserci stato il pignoramento prima del 21 marzo 2021 e può essere effettuata la proposta entro il 31 dicembre 2022.

Come si fa la proposta

L’offerta che andremo a fare al creditore deve essere pari almeno al minor valore tra il debito totale ed il 75% del prezzo base dell’asta che verrà fissata.

Facciamo un esempio pratico per chiarirci le idee:

  1. Devo restituire alla banca ancora 100.000€
  2. Il perito valuta la mia abitazione principale 100.000 €
  3. Quindi, il minor valore tra i due importi è il 75% del prezzo base
  4. La mia proposta o quello di uno dei miei familiari potrà essere di 75.000€

I vantaggi

Il primo vantaggio riguarda il tempo in cui devo restituire questo importo. L’offerta può prevedere un pagamento spalmato da 10 a 30 anni. Ovviamente, sia il creditore, sia un eventuale nuova banca, verificheranno la possibilità di rimborsare questo importo facendo una valutazione sul merito creditizio.

Il secondo vantaggio indiscusso del fare una proposta è la sospensione per 6 mesi della procedura d’asta. La sospensione dovrà essere dichiarata dal giudice per valutare la proposta.

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