Concordato preventivo, quando conviene

Il concordato preventivo è un ulteriore strumento previsto dalla Legge Fallimentare.

Se sei un imprenditore e ti trovi in una situazione di crisi puoi utilizzarlo per venirne fuori.

Gli strumenti alternativi che puoi utilizzare in diverse circostanze sono il piano di risanamento e l’accordo di ristrutturazione dei debiti.

Vediamo in quali casi utilizzare questo tipo di procedura, e se può essere la migliore soluzione per te.

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Chi può fare il concordato preventivo

Essendo una procedura prevista dalla Legge Fallimentare, la prima cosa che dobbiamo verificare per utilizzarla sono i requisiti, che sono:

svolgere un’attività commerciale

essere fallibile

L’articolo 1 della Legge Fallimentare ci dice che dobbiamo andare a prendere l’arco temporale degli ultimi 3 anni delle attività, e andare a verificare che ci siano stati:

i ricavi superiori a 200.000 €

l’attivo patrimoniale superiore a 300.000 €

posizioni debitorie complessivamente oltre i 500.000 €

Basta il superamento anche di un solo requisito in un singolo anno per essere considerato fallibile.

Quando conviene

Il concordato preventivo rappresenta l’ultima spiaggia che si può utilizzare, Sono i casi in cui abbiamo già tentato o sappiamo già che non è possibile risolvere la crisi attraverso un piano di risanamento o un accordo di ristrutturazione.

Se ci troviamo in questa situazione il concordato preventivo è lo strumento corretto.

Questo strumento deve essere utilizzato insieme all’accordo di ristrutturazione nei casi in cui ci sono debiti verso lo Stato (in particolare parliamo di agenzia delle entrate INPS e INAIL). Il motivo è che con il concordato preventivo possiamo agganciare un ulteriore strumento che è previsto all’articolo 182 ter: la transazione fiscale previdenziale.

La transazione fiscale previdenziale è una vera e propria trattativa con gli enti pubblici e ci permette, in alcuni casi, di andare a tagliare parte dei debiti tributari per tornare a una situazione di equilibrio.

Il concordato preventivo è una procedura da utilizzare nel momento in cui c’è una moltitudine ampia di creditori. Sono i casi in cui diventa molto difficile trovare accordi con tutti i creditori. In questo modo i creditori vengono messi tutti insieme, secondo una scaletta che li suddivide secondo le tipologie legali.

In queste tipologie troviamo i creditori ipotecari, i creditori privilegiati e i creditori chirografari. A ognuno di essi occorre fare di proposte diverse.

Il concordato preventivo è un ottimo strumento da utilizzare quando si ricevono istanze di fallimento da parte dei creditori. In questo caso nel concordato preventivo è inserita la sospensione automatica dell’istanza di fallimento ricevuta. Verranno bloccate allo stesso modo le azioni esecutive in corso (i pignoramenti)

Se ti trovi in una di queste situazioni il concordato preventivo può effettivamente fare la differenza.

Inoltre abbiamo una cristallizzazione dei debiti pregressi della nostra attività. Potremo dividere i periodi tra “tutto quello che c’è prima” e “tutto quello che avverrà dopo”. In questo modo otteniamo il tempo per risolvere quelli che sono i debiti pregressi.

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Come funziona il concordato preventivo

Il concordato preventivo è una procedura concorsuale a tutti gli effetti. Quindi passa per il controllo del tribunale.

Occorre raggiungere almeno il 50% + 1 dei voti favorevoli da parte dei creditori. Non si tratta di un voto per testa, ovvero 1 voto ad ogni creditore, ma il voto è ponderato sulla base dell’importo del credito.

Questo vuol dire che in una situazione dove un singolo creditore ha la maggioranza del tuo debito, con quel singolo voto si riuscirà a far approvare il concordato. A quel punto potrai imporre agli altri creditori le percentuali che si sono proposte in pagamento.

Tutto questo viene indicato all’interno di un piano. In questo entra in gioco la parte strategica, che fa effettivamente la differenza. Nel piano dovrai indicare sia le tempistiche sia le modalità di pagamento, nonché le eventuali garanzie fornite ai creditori.

È il documento in base al quale i creditori decidono se accettare la tua proposta o meno.

Inoltre, a differenza dell’accordo di ristrutturazione, ci sarà un commissario giudiziale nominato dal tribunale. Questa figura è il professionista che controlla che la proposta ai creditori sia fattibile.

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